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A Digithon 2021 il ministro della transizione ecologica ha spiegato anche perché il gas ora costa di più

A Bisceglie è in svolgimento Digithon 2021, la maratona digitale giunta alla sesta edizione che premia le startup più innovative. E' anche un parterre privilegiato per mettere a confronto sul tema del digitale importanti rappresentanti delle istituzioni e delle principali imprese italiane e internazionali. Questa mattina è intervenuto anche il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, il quale ha detto che “la Puglia e' nel Sud la regione piu' avanzata della media, ha caratteristiche di dinamicità, la vedo come locomotiva di una parte d'Italia più lenta".

A parere del ministro, "la delocalizzazione digitale puo' aiutare il Sud anche se notoriamente ci sono grandi punti di accumulazione nel pianeta, dalla solita Silicon Valley all'area di Berlino, di Monaco, a una parte della Lombardia, aree cioe' dove l'innovazione fiorisce, ci sono giovani e aziende che vogliono investire”.
Cingolani ha poi insistito sulla necessita' di adeguare le infrastrutture digitali e quelle dei trasporti perché altrimenti si penalizzano le start up del Sud.

Di grande attualità il problema del rincaro dei prezzi dell'energia a causa delle minori forniture di gas. "Affrontiamo l'inverno – ha detto il ministro Cingolani - con riserve di gas al minimo: non l'Italia, per fortuna, che ha riserve fino all'80%, però altri paesi del nord Europa hanno problemi. E in parte l'aumento dei prezzi del gas dipende da questo, da un problema di domanda e di offerta".

Per il ministro Cingolari l'innalzamento dei prezzi è in parte conseguenza di una strategia di mercato messa in atto dalla Russia e un po' anche delle dinamiche di mercato dovute alla “demonizzazione” del gas "Aver esasperato a parole il fatto che il gas va eliminato il prima possibile - ha dichiarato Cingolani - ha creato il cosiddetto nervosismo di mercato: i provider del gas hanno detto 'se demonizzate il gas vi facciamo vedere che chiudendo i rubinetti avete dei problemi'".

Per quanto riguarda la Russia e del gasdotto Nord Stream il ministro Cingolani parla di “un problema geopolitico importante perché deve partire il Nord Stream e la Russia vuole essere sicura che non ci siano retromarce" da parte dei Paesi europei ed in particolare dalla Germania. "Quindi – ha concluso Cingolani - una serie di fatti tengono il prezzo del gas alto, che pesa per l'80% sulla bolletta, il restante 20% dipende dall'aumento del costo della CO2, quindi la transizione ecologica pesa per il 20% sulla bolletta".

Poi Cingolani non si è sottratto alla domanda sull'ipotesi del nucleare come fonte di produzione energetica capace di fare allontanare l'Italia dal ricatto del gas. "Non sono un fan del nucleare, però non sono nemmeno uno che condanna il nucleare, e non sono fan di nessuna tecnologia. Però, essendo uno scienziato, secondo me la soluzione ancora non l'abbiamo ma se smettiamo di studiare, di fare ricerca e innovazione, certamente la soluzione non viene da sola . Secondo me questo è il momento dello studio". La chiusura di centrali nucleari nell'ultimo decennio è avvenuta –ha detto Cingolani - “per via dell'incidente di Fukushima, sull'onda anche un po' emotiva, però la cosa più urgente in questo momento è chiudere le centrali a carbone entro il 2025".