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Sul Sacrario per onorare le Forze armate e i due marò pugliesi Latorre e Girone

Nel Sacrario di Bari è stato celebrato il 4 novembre, Giornata dell'Unità nazionale e delle Forze Armate, alla presenza della Presidente della Camera Boldrini. Il Presidente del Consiglio regionale della Puglia Mario Loizzo, a nome dell’intero Consiglio regionale, ha portato il saluto a tutte le donne e gli uomini che servono in divisa lo Sato.
“Il pensiero - ha detto Loizzo - va anche a quanti hanno perso la vita nella Grande Guerra cominciata cento anni, il 24 maggio 1915, ai confini orientali e terminata il 4 novembre del 1918. Non posso dimenticare che tanti di quei caduti come tanti di quei combattenti erano meridionali e pugliesi, in gran parte contadini. Gente semplice, che in quella guerra di trincea alimentava la specialità più ‘semplice’ e più numerosa: la fanteria, che pagò un costo elevatissimo in perdite e sacrifici.
Oggi, come pugliesi – ha affermato Loizzo - siamo onorati dalla conferma del Presidente della Repubblica Mattarella del pieno sostegno ai marò Latorre e Girone, ai quali inviamo un pensiero in questa occasione di ‘Festa’, anche per loro”.

L'ex vice presidente del consiglio regionale, Nino Marmo (Forza Italia), ha affermato che “il 4 novembre è un giorno per esprimere la più sentita gratitudine del Popolo italiano nei confronti delle Forze Armate, ma c’è una sfumatura ad ingrigire uno sfondo di commemorazione sincera e compresa: la situazione dei nostri Marò, con Salvatore Girone ancora in India per l’evanescenza dell’autorevolezza del governo italiano nei rapporti internazionali”.
“Commemorare i caduti per la Patria – prosegue Marmo - è un atto di civiltà per un Paese che, ancora oggi, soffre dell’indifferenza dei governi di centrosinistra ai sacrifici dei militari. Chi dà la sua vita per la bandiera, per il nostro tricolore, è degno di ogni onore da parte della comunità. Tuttavia, è l’ennesima giornata di festa a metà per l’Italia, che attende ancora che un suo servitore fedele sia restituito alla sua terra ed ai suoi affetti, con una risoluzione felice per lui e per Massimiliano Latorre”.  

A margine della cerimonia ci sono stati i commenti anche del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano: "Mi auguro che il governo in carica - ha detto Emiliano - sappia ricucire quel rapporto con le famiglie di Girone e Latorre che, evidentemente, hanno ancora lo shock di essere stati prima ricevuti in pompa magna come rientrati definitivamente in patria, e poi rimandati in India come tra virgolette ostaggi, perché sono ostaggi di un 'non processò. Essere ostaggi di un processo che non si celebra mai è una condizione che non augurerei a nessuno".