"E' ormai evidente che la gestione fallimentare della vertenza Ilva può essere superata solo dall'intervento diretto del Capo dello Stato. Ed è a lui che affido le sorti della città". Lo afferma il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci commentato negativamente la posizione espressa ieri sera dai ministri dello Sviluppo economico, dell'Ambiente, della Salute e della Coesione territoriale e comunicata al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano e al Comune di Taranto. I tre ministri, congiuntamente, hanno fatto sapere che la “proposta di accordo di programma formulata da Regione e Comune non può invece essere condivisa così come trasmessa per motivi di merito e di diritto".
I tre ministri hanno però affermato che il Governo è invece disponibile a firmare l'accordo di programma "con alcune integrazioni sugli aspetti sanitari" in base al protocollo d'intesa proposto dal governo il 3 gennaio scorso.
A parere del sindaco Melucci, i Ministeri "in ultima istanza vogliano solo individuare davanti all'opinione pubblica un capro espiatorio per il fallimento ormai prevedibile di una aggiudicazione al limite delle leggi e dell'etica". "Ora - aggiunge - studieremo con i nostri tecnici e consulenti il da farsi, ma oggi è davvero complicato immaginare un percorso che si allontani dalle aule della giustizia nazionale e comunitaria. Probabilmente, questi Ministri hanno voluto segnalare ai tarantini che non sono più, da questo momento, i nostri interlocutori”.
Proprio da quest'ultima considerazione scaturisce quindi l'esigenza – a parere di Melucci – che intervenga il presidente della Reppublica nel mediare tra Enti locali e Governo sulla difficile vertenza Ilva. Al momento l'impressione dedl sindaco di Taranto "è che i ministri firmatari della lettera vogliano allontanare ogni ipotesi di accordo, vogliano mettere gli enti locali nella difficile condizione politica di non poter arretrare".