
A Ceglie Messapica una donna romena di 27 anni si sarebbe resa colpevole di duplice infanticidio
E' clamorosa la scoperta compiuta oggi durante l'autopsia di Roxana Micaela Rapasu, la romena di 27 anni trovata morta in una garage di Ceglie Messapica, nel Brindisino. Nel suo ventre c'erano due cordoni ombelicali, ciò significa quindi che la puerpera aveva avuto in grembo due feti. Uno di sesso femminile è stato trovato morto in un secchio d'acqua situato sotto un lavandino. La donna, con indosso soltanto una maglietta, era stata trovata morta dai carabinieri poco distante, in una chiazza di sangue, tra i materassi di due letti.
Di clamoroso in questa squallida e sconcertante storia dell'orrore compiuta al civico 6 di via Mameli è che all'interno di quel garage, trasformato e adattato a mini appartamento, c'era un altro feto morto che nessuno, purtroppo, ha visto durante la prima ispezione considerato che i carabinieri ci sono tornati oggi, appositamente, cioè a distanza di 48 ore. Oggi, rovistando con più accuratezza, hanno trovato un altro feto: era avvolto in una traversa e chiuso in un sacchetto di plastica. Ciò che probabilmente al primo sopralluogo forse è sembrato spazzatura adesso è risultato essere invece un feto. Come è morto? Si saprà domani, all'esito della terza autopsia. Oggi infatti il dottor Domenico Urso, medico legale, ha lavorato sul corpo della giovane mamma e sul feto di sesso femminile. Quanto basta per capire, tra l'altro, che la neonata è stata uccisa e che sua madre è morta per emorragia post partum. Anche il secondo feto è stato ucciso oppure è morto per cause naturali?
Nel frattempo sui due neonati sarà eseguito il test del Dna servirà a scoprire se il padre è l'ex compagno della donna, un albanese che vive a Grottagliie, nel Tarantino, a 25 chilometri dal luogo di ritrovamento dei tre cadaveri. L'uomo è stato già interrogato dai carabinieri ed ha detto che la loro relazione è stata interrotta due mesi addietro e che mai si è reso conto o ha saputo della gravidanza di Roxana.
La corsa certa è che la donna ha compiuto l'aborto clandestino da sola perché il garage è risultato chiuso a chiave dall'interno tanto che per riuscirlo ad aprire il proprietario e i carabinieri hanno dovuto chiedere l'intervento dei vigili del fuoco.
Tra le cose sequestrate dai carabinieri durante la prima ispezione c'è anche una lunga lettera scritta dalla donna. E' in romeno e quindi dovrà essere tradotta. Forse c'è la spiegazione della sua morte e dell'infanticidio.
Dalla Romania oggi sono arrivati i familiari di Roxana. Il loro scopo è di trasportare la giovane parente nel paese d'origine per poterle dare sepoltura ma dovranno attendere l'autorizzazione del magistrato. Intanto saranno tutti ascoltati per cercare di acquisire ulteriori elementi utili alle indagini. (Cosima Miacola)
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